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Roma è una città ostaggio del degrado e dell’ingiustizia, dove la bellezza viene soffocata e la libertà personale calpestata. I cittadini vivono tra violazioni psicologiche e sessuali, insicurezza nei luoghi pubblici e culto, norme stradali ignorate e rifiuti che invadono lo spazio urbano. Le “piante d’arte” diventano simbolo di un paradosso: trattate come intralci al pari di monopattini abbandonati, topi e spazzatura, incarnano l’assenza di tutela del bello e la tolleranza del marcio. Roma non è più capitale, è una prigione di degrado dove il bello viene criminalizzato e il brutto protetto.

In Piazza San Lorenzo in Lucina le piante d’arte non hanno diritto di esistere: al muro no, al palo della luce no. Vengono trattate come intralci, come rifiuti, come minacce, equiparate a violenze e molestie, negate come libertà individuale. Roma qui non difende la bellezza: la caccia, la bandisce, la dichiara proibita. Al contrario, il degrado viene accolto, legittimato, reso regola. Bellezza vietata, degrado autorizzato.

Roma 17 dicembre 2025

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La rimozione delle storiche cassette rosse postali e l'eliminazione delle piante d'arte fuori dalla basilica cosa  hanno comune?

Toccano corde emotive profonde perché non si tratta solo di oggetti o arredi, ma di simboli legati alla memoria e all’identità collettiva. Pur sembrando marginali o “decorativi”, Cassette storiche e piante d'arte dei fedeli per tutela della fede e del posto sacro, custodiscono significati profondi per la comunità.  Certe decisioni istituzionali o religiose, se non accompagnate da sensibilità, rischiano di apparire come una cancellazione della Memoria collettiva. Le cassette postali rosse sono un segno riconoscibile della vita quotidiana, un punto di riferimento che evoca tradizione e continuità. La loro rimozione ha dato la sensazione di perdere un pezzo di storia condivisa. Le piante fuori dalla basilica, donate dai fedeli in memoria anche dei propri cari, non sono semplici ornamenti: rappresentano un legame affettivo e spirituale. La loro rimozione ha tolto un luogo di ricordo e consolazione.

Il messaggio universale della Chiesa — pace, accoglienza, memoria — e certe scelte pratiche che, viste da chi vive la comunità, possono sembrare fredde o poco rispettose. Il Papa, quando parla di pace o di fraternità, si riferisce a principi universali e non ai singoli episodi. Il Parroco che sostituisce e toglie "10 piante donate dai fedeli" con una piantina misera all'altare di una stella di natale presa alla Pam, crea un contrasto che fa sentire INCOERENZA.

Il parroco ha il compito di guidare la comunità parrocchiale, organizzare le celebrazioni liturgiche e curare la vita pastorale della Basilica, che è anche un importante punto di riferimento spirituale e culturale nel centro di Roma.

Lunedi 8 dicembre, il parroco di una delle chiese più antiche di Roma, La Basilica di San Lorenzo in Lucina, rimuove per la seconda volta le piante messe al muro esterno della chiesa in Piazza di San Lorenzo in Lucina. E' un gesto poco rispettoso, senza un motivo, senza nessun diritto di farlo. Vorrei capire dove sono le piante pagate dei fedeli per la tutela della fede e della dignità del posto sacro.

Trovo incoerente che si proibiscano le piante donate dai fedeli, mentre non si interviene con la stessa fermezza contro problemi ben più seri come topi, atti vandalici, molestie, minacce o il disinteresse verso la chiesa.

Roma 12 dicembre 2025

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A 16 giorni dal Natale, a 22 dal Capodanno, Zelenskyj - Mister Passerella - a Roma è come la spazzatura davanti ai cassonetti, BLOCCA TUTTO.

Roma, 9 dicembre: Zelensky atterra la mattina e riparte la sera, in "Passerella Europea" per mendicare sostegno. Intanto la città affoga: stupri, 8 dicembre tre nordafricani stuprano una 23 enne, scioperi che paralizzano, 9 dicembre i mezzi fermi 24h e continuano 12 dicembre, pro pal, mai pro cittadini, pro Roma, pro sicurezza nostra, cantieri che sventrano piazze e strade, piste ciclabili, monopattini, pedoni zombie, commercianti strozzati, cittadini costretti alla corsa ai regali tra caos e miseria.

Roma non è capitale, è discarica a cielo aperto. Caos e disagi ovunque, e lui " Mister passerella" arriva solo per blindare la sua sicurezza, perché la Russia lo considera una minaccia. Ma prima di pensare alla sua, dovrebbe rispettare quella dei residenti che vivono nel "marasma quotidiano." Invece se ne frega: la città resta ostaggio, mentre lui fa passerella per comodo.

Non è benvenuto, noi residenti non lo vogliamo, prima la nostra sicurezza.
Roma dice No!

Roma 10 dicembre 2025

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Ci sono tradizioni che si possono reinterpretare, come i dolci natalizi, e altre che invece non possono essere toccate, perché portano con sé un significato profondo e universale.

I personaggi del presepe non seguono le tendenze, ma incarnano valori eterni, non possono essere stravolte, hanno un ruolo preciso. I personaggi del presepe incarnano i valori eterni, hanno una funzione spirituale e simbolica: Gesù Bambino (umiltà e salvezza), Maria (preghiera), Giuseppe (custode della famiglia), Angeli (annunciano la nascita), Pastori (primi testimoni della Natività), Re Magi (universalità del messaggio cristiano) sono personaggi Sacri. Pescatore (fede), vinaio (eucaristia), cacciatore (allegoria del male e della morte),  lavandaia (purezza e rinnovamento), mendicante (carità), dormiente Benino (uomo che sogna la Natività) sono personaggi popolari. Sacra Famiglia (amore e fede), Magi (salvezza è universale), figure popolari (vita quotidiana, lotta tra il bene e il male) sono simbolismi con un valore allegorico.

Il presepe non si reinventa, ma si arricchisce con i dettagli artistici o regionali, ma "VOLTI E I PERSONAGGI RESTANO GLI STESSI." Il presepe non è un "Panettone Gourmet:" Panettone, pandoro, torroni si possono rivisitare. Il presepe non si assaggia, si contempla. non si reinventa, si tramanda. Il Presepe dovrebbe essere riconosciuto come Patrimonio immateriale, che garantisce continuità e riconoscibilità: un bambino di oggi dovrebbe vedere lo stesso presepe che vedevano i suoi nonni...

La tradizione del presepe in Italia nasce con San Francesco d’Assisi nel 1223 a Greccio e da allora è diventata una delle espressioni più profonde della cultura e della spiritualità italiana.

Il primo presepe vivente fu realizzato da San Francesco d’Assisi a Greccio (Rieti) nel 1223, con persone e animali veri per ricreare la Natività. La parola presepe deriva dal latino praesaepe, che significa “mangiatoia” o “recinto per animali” I personaggi del presepe si dividono in figure sacre (la Sacra Famiglia, i pastori, i Magi) e figure popolari (artigiani, venditori, contadini), ciascuna con un significato simbolico che arricchisce la scena della Natività.

Maestro del Presepe Mauro Albanesi - Libreria pag36, in Via Nomentana 45 Roma, Tel 068170437

Panettoni rivisitati 2025 Roma da Bar San Luca in Largo di San Luca Evangelista, Giorgio 3349115348; Enoteca Il Grappolo in Via Roberto Malatesta 64, Antonio 06274095; Matrem Bakery in Via dei Greci 20, tel 3338938557

Roma 9 dicembre 2025

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Babbo Natale esiste, porta speranza e giustizia. Babbo Natale porta i doni e la giustizia equità: richiamo al caso di Ruggeri per legittima difesa, condannato a 14 anni e richiamo al caso di Loredana Elena Chimu, viene condannata in Italia e con il mandato di cattura riesce ad arrivare in Patria, prima di fuggire con due figli di due padri diversi e dai servizi sociali italiani che stavano per affidare i figli ai padri, va in comune di Romania e cambia  il cognome dei figli, illegale per l'esistenza della patria potestà.  Uno dei padri che si presente in Romania con tutti i documenti validi anche lì, viene ignorato dalla polizia locale in quanto il bimbo in questione ha un cognome diverso. La madre è intoccabile.... Il bimbo in questione ha solo due anni: chi difende la propria famiglia viene punito, chi la sottrae alla legge riesce a farla franca.

Babbo Natale esiste se crediamo nella giustizia, ma la giustizia deve esistere davvero, non solo nelle favole, chiedere regole più chiare e applicate con coerenza, affinché la legittima difesa e i diritti familiari non siano trattati come illusioni. No alla Disparità.

Babbo Natale e porta la tua letterina

8 dicembre, Lo Zio d'America Roma. Dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00

Roma 5 dicembre 2025

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"Almeno un bel vedere", 27 novembre una signorina ha sfilato in reggiseno e mutandine in Via Nomentana, all'incrocio di 21 Aprile. Ci si scandalizza per la ragazza ma nessuno dice nulla di Francesca Albanese, Laura Boldrini in Piazza del Popolo, gli scioperi non autorizzati di Landini, i cortei delle macchine illegali di propal, le strade bucate e sporche ( buccia d'arancia, lattine, bottiglie, carta, siringhe, vestiti, rimanenze dei cani, sputi, cicche, take away dei turisti).

Un corpo non fa male a nessuno, mentre i disservizi quotidiani e il degrado urbano ci danneggiano tutti. Se proprio dobbiamo lamentarci, non certo per un pò di pelle scoperta: Via dei Greci 40, Michele Spano hayrstylist e le piante d'arte sulla finestra con installazione di natale. Pulire le piante in Via dei Greci dà fastidio a qualcuno, ma le strada sporche sembra non turbare nessuno. Si distruggono palline e si strappano i fiocchi natalizi. Meglio il reggiseno che palline rotte di Natale, almeno il primo non danneggia nessuno. Se vogliamo indignarci, facciamolo per che rompe installazione e sporca le strade, non per una ragazza in mutande.

Roma 1 dicembre 2025

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La Parata del 23 novembre 2025 è stata la prima edizione della "Christmas Parade" nel centro di Roma. Non è mai stata organizzata prima in questa forma: una grande sfilata natalizia di diversi artisti nel cuore della città, la più grande parata natalizia d'Europa, la prima parata natalizia ufficiale nel centro storico, distinta dalle celebrazioni di Capodanno.

La grande partecipazione di persone dimostra che la città ha bisogno di momenti dove la tradizione si unisce all'Innovazione. L'intento non è di sostituire il Natale, ma di arricchirlo con un linguaggio contemporaneo, con un dialogo tra la storia e la comunità.

L'installazione di piante e decorazioni natalizie di ekaartist "Red Bow Flowers" non ha lo scopo di anticipare la tradizione, ma offrire un preludio di bellezza e cura alla città. La pulizia dei vasi e delle piante è un gesto di attenzione verso lo spazio urbano, trasformandolo in un giardino d’arte aperto a tutti. L’obiettivo è creare un percorso che accompagna Roma verso le festività, regalando ai cittadini e ai visitatori un’esperienza sensoriale e artistica: installazione artistica mette in evidenza il valore creativo, oltre all'aspetto festivo; sottolinea che non è solo decorazione, ma un percorso che coinvolge chi passa; le piante d'arte si uniscono ai simboli classici di Natale ( fiocchi rossi, palline); esprime l'idea di regalare un momento di gioia ai cittadini; definisce l'anticipo come un invito a entrare gradualmente nello spirito delle feste.

L’installazione di "Red Bow Flowers" è stata concepita come un’esperienza immersiva che unisce arte floreale e tradizione natalizia. I fiocchi rossi e le palline non sono semplici addobbi, ma simboli di un percorso di luce e bellezza che accompagna la città verso le festività.

"Red Bow Flowers - Preludio al Natale" 2025 in Via dei Greci 40 Roma, Hairstylist Michele Spanò

Roma 24 novembre 2025

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Mentre in Via Roberto Malatesta nel Giardino una in tedesco mi aggredisce verbalmente, mi prende a calci e pugni, cercando di impedirmi di pulire intorno alle piante d'arte, la dott.ssa Maria Giuseppina di Monte, la nuova direttrice del Museo Boncompagni Ludovisi, una critica d'arte, rimuove le Piante d'Arte dalle finestre esterne - 19 novembre 2025.

Ho iniziato a prendermi cura dello spazio esterno del museo e di tutta la Via Boncompagni nel 2019, cercando di ridargli vita, in un contesto segnato da sporcizia, deiezioni umane e animali, bottiglie abbandonate, i topi, la delinquenza e la depressione.  Dopo sei anni, l'iniziativa di mettere le piante alle finestre rappresentava un gesto simbolico: portare bellezza e verde in un luogo abbandonato, in una Via abbandonata.  La nuova direttrice toglie le piante sostenendo che il Museo risulta più pulito senza esse: da un lato, si elimina un segno di cura e di estetica naturale, dall'altro, rimane irrisolto il problema reale, il degrado intorno al museo.

Questo crea un paradosso: si previlegia un idea di pulizia formale (facciata spoglia), rispetto a una pulizia sostanziale (ambiente curato).

Un Museo non è solo un edificio, ma un luogo che dialoga con la città. La rimozione è una scelta burocratica, più attenta all'immagine istituzionale che al vissuto quotidiano del quartiere. Le Piante d'Arte non sono solo decorative, è un invito a rispettare lo spazio e a coinvolgere i cittadini, in quanto le piante sono donate dalle persone che frequentano il Museo: se i visitatori pagano il biglietto per sostenere il Museo, perché non si riconosce il valore delle piante, che contribuiscono alla bellezza e alla dignità dello spazio? Pagare il biglietto è giusto, ma togliere le piante significa dimenticare che anche loro sono parte del Museo, in quanto sono pagate dalle stesse persone che pagano il biglietto.

Piantare e curare o distruggere e spaccare? I ragazzi che hanno spaccato le Piante d'Arte in Via Roberto Malatesta (youtube Eka Kadjaeva) e la rimozione delle piante dalle finestre della nuova direttrice del Museo hanno il risultato finale in comune: lo spazio resta spoglio, distruggere.

La decisione di rimuovere le piante esternamente, non è diversa da un atto di vandalismo: la comunità perde un'occasione di bellezza e di rispetto per lo spazio pubblico, senza verde.

Assenza di piante, assenza di vita , assenza di rispetto in quanto le piante sono pagate da chi frequenta il museo, dai residenti e dalle persone in fin di vita che si siedono sulla panchina e guardano la finestra immersa di piante per un'ultima volta.

Piante d'Arte - Il Mare è di chi resta dopo il Tramonto.

*Roma 19 novembre 2025

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Sabato 8 ottobre in Via Roberto Malatesta alle 5 del mattino scatta l'allarme di una donna 82 enne trovata a terra. La pensionata da "soli 15" anni si butta dal terzo piano.

Oggi le donne vanno in pensione all'età di 67 anni, con almeno 20 anni di contributi versati. Secondo il sistema previdenziale, l'età è legata all'aspettativa di vita, se questa aumenta, l'età può essere adeguata.

La pensione sociale o la pensione delle casalinghe, senza contributi sufficienti per una pensione ordinaria, è pensata per chi non ha maturato i requisiti per la Pensione. Tra i requisiti principali nel 2025 troviamo età minima 67 anni, residenza stabile in Italia

( cittadini italiani, comunitari o extracomunitari residenti in Italia), reddito basso o assente, chi non ha contributi o non ha contributi sufficienti. L'assegno sociale nel 2025 vale circa 538 euro al mese.

La media di pensionate che arrivano a buttarsi tutte dalla finestra è di età 82\85 anni, 40 anni di contributi pagati all'Inps, 15\18 anni di pensione riscossa. Talvolta accade miracolosamente che alcuni lavoratori non riescono nemmeno a godere della pensione perché scompaiono l'anno precedente.

Più anziani si spengono, meno pensioni da pagare: pensionati sviluppano forme di depressione a causa di problemi economici e sociali, come il reddito insufficiente e isolamento sociale, come meno contatti quotidiani e giornate improvvisamente libere senza obiettivi chiari.

Rimedio: sport, volontariato, hobby; associazioni culturali, centri anziani, amici; corsi di lingua, musica, pittura, giardinaggio; sentirsi utili per rafforzare autostima; sostegno se la tristezza diventa persistente.

*Roma 12 novembre 2025

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Sabato 1 novembre 2025, dopo sei anni di attesa, le piante d’arte “Fede che fiorisce”, donate dai fedeli, trovano finalmente posto nella Basilica di San Lorenzo in Lucina. La motivazione ufficiale parla di tutela del luogo sacro, dei fedeli e dell’arte sacra.  Un gesto di devozione, di bellezza condivisa, di fede che prende forma. Ma il giorno seguente, domenica 2 novembre, vengono spostate all’esterno.

C’è una strana logica: la bellezza offerta dai fedeli viene rimossa, ma il denaro  trova sempre spazio. Le piante disturbano, ma i fondi per attici in centro o per eventi mondani non pongono problemi. Il gesto devoto del fedele viene filtrato, giudicato, spostato. Il gesto finanziario, invece, viene accolto, celebrato, incensato. E così il luogo sacro diventa vetrina, non rifugio; investimento, non incontro. La fede che profuma di terra viene scartata, mentre quella che profuma di rendita viene benedetta.

Le piante non sono solo ornamento: sono preghiere verdi, offerte silenziose, gesti di cura che i fedeli compiono senza clamore. Ogni vaso posato accanto a un altare è un segno che la fede non vive solo nei riti, ma anche nei dettagli. Sono i fedeli a portarle, spesso con semplicità, come si porta un fiore a una madre. Eppure, proprio questa bellezza che nasce dal basso viene percepita come disturbo. Come se la spontaneità fosse una minaccia all’ordine, come se la fede dovesse essere contenuta, potata, incanalata. Ma la fede vera non si lascia recintare: sboccia dove trova terra buona, anche tra le crepe del marmo.

Il paradosso del sacro: se la fede fiorisce, viene potata; se invece fiorisce il denaro, si coltivano attici in centro. Bellezza vietata, denaro benedetto.

Cos’è davvero sacro, allora? Il decoro o il potere? La liturgia o l’estetica del controllo?

*Roma 3 novembre 2025

  • Quella che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama Farfalla. La felicità è come una farfalla, se la insegui non riesci mai a prenderla, ma se ti metti tranquillo può anche posarsi su di te.

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Perché ci scandalizziamo per Hallowen, ma ignoriamo ciò che accade ogni giorno nelle nostre strade? Cosa c'è di male se i bambini e gli adulti si divertono una sera all'anno vestiti da fantasmi e supereroi?

Un uomo urina sull’Altare della confessione nella Basilica di San Pietro, un uomo defeca in pieno giorno nel Giardino di Piazza San Luca Evangelista, borseggiatrici senza sosta, furti, aggressioni, i residenti che lasciano ai cassonetti il microonde, i materassi, i divani, che buttano a terra passeggiando fazzoletti,  scontrini, pacchi delle sigarette, le bottiglie di birra, lattine, minorenni che riempiono i marciapiedi di estate, lattine mezze piene di analcolici, i turisti che immergono i piedi nelle nostre fontane storiche, che lasciano in giro i pasti consumati di mcdonalds, i marchi stranieri come Popeyes con il pollo speziato americano che aprono sedi in città e fanno chiudere  le attività storiche come La Perugina in Via Roberto Malatesta, gli scioperi 24 h, i cortei illegali con la polizia che viene aggredita, La Piazza Vittorio che è stata distrutta dai manifestante propal, la citta che viene pestata negli spazi verdi, viene riempita di feci e urina dei cani, stupri, urla e per finire accogliamo tradizione diverse, di tutti e di tutto, integriamo culture e reinventiamo con rinunciare alla propria identità.

Hallowen a Roma è l'occasione di esprimere la propria immaginazione, tra costumi, i film, la musica e l'arte. I bambini e le famiglie si divertono, socializzano e stimolano la creatività e i quartieri si animano, un momento di gioia e di condivisione. Hallowen non cancella il Carnevale, il Natale e le feste patronali. Criticare una festa innocente distoglie l'attenzione da ciò che davvero ci danneggia: Hallowen può essere un'occasione educativa, insegna il rispetto, la condivisione e la gentilezza (dolcetto o scherzetto), un'occasione di parlare di storia, leggende e tradizioni.

Difendere Hallowen non significa tradire la nostra cultura, ma ARRICCHIRLA.

Invece di condannare chi si diverte, iniziamo a condannare chi distrugge.

*Roma 3 novembre 2025

31 ottobre 2025

"Festival di Halloween in Via Roberto Malatesta" = "Malatesta Horror Fest"

Prima edizione 2025 - Unisciti a noi per il Festival di Halloween, seconda edizione 2026, costumi, dolcetti, trucchi, divertimento, musica per grandi e piccoli.

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L'immigrazione ha ampliato la varietà di fedi in Italia. E' importante insegnare ai bambini il rispetto delle differenze, ma anche il rispetto delle TRADIZIONI IN UN LUOGO IN CUI VIVONO! L'Italia è uno stato laico, ma mantiene rapporti speciali con la Chiesa cattolica attraverso il Concordato. La revisione dei patti Lateranensi nel 1984 ha sancito la piena laicità dello Stato: uno stato laico è uno stato che non ha religione ufficiale, ma i simboli religiosi come il crocifisso, il presepe, i simboli religiosi nei cimiteri e il Natale fanno parte della del nostro patrimonio culturale. Difendere queste espressioni non significa escludere gli altri, ma valorizzare ciò che ci rappresenta, nel rispetto reciproco. Accogliere altre culture non deve comportare l’eliminazione delle proprie. Tutte le culture siano rispettate, ma che ci sia anche reciprocità nel riconoscere le tradizioni del "Paese ospitante." La libertà religiosa include anche il diritto di esprimere la propria fede, e che togliere simboli cristiani può essere vissuto come una forma di censura. Il 71% degli italiani si definisce cattolico, ma solo il 15% è praticante regolare, ma molti italiani mantengono il senso di appartenenza religiosa e credono nel giudizio divino. Tra gli stranieri residenti, i musulmani rappresentano oltre il 30%: il Natale è parte del patrimonio culturale italiano, fa parte della nostra identità e spiritualità. L'albero di Natale, il presepe, il vischio, l'agrifoglio, la stella di Natale, il ceppo, lo scambio di regali, Babbo Natale, la Befana, decorazione, mercatini natalizi, cenoni, pranzi abbondanti e le famiglie che si riuniscono dopo lunghi periodi di distanza è parte della storia della cultura italiana come il Cattolicesimo.

La Basilica di San Lorenzo e Lucina e le piante d’arte “Fede che fiorisce” ricorda che Custodire le tradizioni non è nostalgia,  è proteggere la magia che ci unisce e ricorda che togliere i simboli del Natale è come spegnere una luce che appartiene a tutti.

*Roma 29 ottobre 2025

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Passeggiando tra i vialetti di un cimitero, si è circondati da vasi colmi di fiori e piante curate. Ogni tomba è un piccolo giardino che sfida il tempo, è un giardino della memoria. Appena esci da quei cancelli, il paesaggio cambia: i marciapiedi dei vivi  con Zero verde, con zero amore. I vivi camminano come se non meritassero bellezza. Forse è più facile decorare il silenzio che ascoltare il rumore della vita. I morti hanno i fiori, forse perché i morti non disturbano, non occupano spazio, non chiedono nulla. Le piante sulle loro tombe non intralciano il traffico, non fanno rumore, non pongono domande. I marciapiedi dei vivi, invece, sono attraversati da corpi, da bisogni, da storie. E forse è proprio questo che spaventa: la vita è disordinata, imprevedibile, scomoda.

Il marciapiede dei vivi è sporco, grigio e trascurato, rotto, privo di verde. Il marciapiede dei morti è con vasi ordinati, le tombe curate. Questa differenza riflette una società che ha smesso di prendersi cura di sé: piantiamo i fiori anche dove camminano i vivi.

*Roma 20 ottobre 2025

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11 ottobre 2025, Via Roberto Malatesta Roma: mi distruggono le piante, poi mi offrono una pianta come scusa 4 giorni dopo. 17 ottobre la pianta delle scuse sparisce con la catena spezzata, ma era solo per portarsela e riprendere il giorno dopo?

La pianta delle scuse con la catena spezzata in vista dimostra il senso della voglia di Potere e superiorità, dare e togliere è una forma di manipolazione emotiva, come dire " guarda come dipendi da me", un modo per attirare la mia attenzione, testare la mia reazione o lanciare un messaggio non verbale e per finire con il paradosso relazionale  - " Ti do qualcosa solo per toglierti qualcosa", che indica confusione, instabilità e un gioco mentale.

E per finire - "Si comincia con una pianta strappata, si finisce con un’anima spezzata. È così che si arriva a uccidere."  - Una persona narcisista, sadica e emotiva, burattinaio, giardiniere del caos e il ladro del perdono che offre scuse solo per poterle ritirare, che semina distruzione e poi finge di coltivare pace, che muove i fili dietro le quinte per ottenere ciò che vuole.

*Roma 17.10.25

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A Roma, puoi salire su un autobus con un passeggino, un monopattino, una valigia gigante. Nessuno dice Nulla: il passeggero è sacro, il monopattino è moderno, ma la pianta è eccentrica, non necessaria, intrusa. La gente ha paura di ciò che è verde e silenzioso.

Provo a salire con una pianta, e diventa un problema: accanto a me c'è una donna con il Burqa, un simbolo culturale, religioso e personale. Nessuno la guarda storto, né dovrebbe.

Mi chiedo: perché una pianta verde e silenziosa suscita più fastidio di un simbolo che porta con sé secoli di storia? Non è una critica al Burqa, è una critica alla COERENZA. Se accettiamo la diversità culturale, possiamo accettare anche quella botanica.

Io e la mia pianta d'arte, fieri, continuiamo a prendere il bus. E quando sento dire qualcuno : " Che bella pianta." E li si capisce che, a volte, basta resistere.

*Roma 8 ottobre 2025 - Percezione sociale, abitudine collettiva: le persone tendono a giudicare senza una vera ragione, se qualcosa è fuori dall'ordinario. Esperimento sociale, dove la pianta è lo specchio della società.

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Siamo in Via Roberto Malatesta a Roma, il sabato 11 ottobre un gruppo dei ragazzi distrugge le piante d'arte, li lancia contro automobili e vetrine dei negozi fino alle 5 del mattino. Quando viene chiamata la polizia, si attribuisce la colpa alle piante, come se fossero i vasi a causare il disordine e non i veri responsabili impuniti. Nessuna conseguenza e nessun fermo. Come i cortei non autorizzati, a pagare i danni sono i cittadini. In alcuni casi, come il mio, il rischio è che il singolo debba colpire le spese di tasca propria.

Ma la domanda che mi faccio è se una pianta d'arte viene lanciata addosso a un bambino e casualmente  lo ammazza? In Italia, la responsabilità civile si basa su chi ha causato il danno o su chi doveva vigilare sull'oggetto che ha causato il danno. Secondo l'articolo 20512 di Codice Civile, il custode di una cosa è responsabile dei danni che essa provoca: se la pianta d'arte viene lanciata addosso al bambino, come un sasso, la colpa non è della pianta custodita, ma di chi ha lanciato la pianta e di chi ha dimenticato che l'arte non dovrebbe mai ferire. La pianta d'arte, poverina, rimane INNOCENTE. E' solo il mezzo, non il colpevole. La pianta d'arte tutela chi vive e lavora in zona e ricorda che la libertà di manifestare non può mai diventare il pretesto per distruggere il patrimonio pubblico e privato - Un paese civile si distigue per il modo in cui tratta le proprie piante.

*Youtoube Eka Kadjaeva Video - Istituzione scarica la responsabilità su oggetto inanimato come pianta

*Roma 13 ottobre 2025 ekaartist

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Esprimere una critica verso chi nega o minimizza eventi di grande impatto, come quello del 7 ottobre 2023:

"Dire che 7 ottobre non è successo nulla è... come dire che nessuno sporca mai, è come dire che l'inquinamento non esiste solo perchè non lo si vede.   E' una bugia comoda per chi non vuole affrontare la verità, è una negazione della realtà, una rimozione del dolore e della responsabilità."

*Pianta d'arte di Eka - Destino e carattere sono due nomi di medesimo concetto.

*Roma 10 ottobre 2025 ekaartist

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